Archive for the ‘Dal mondo’ Category

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Se io fossi un talebano

lunedì, 26 marzo 2007

Ma voi cosa ne pensate della recente operazione Mastrogiacomo e più in generale dei riscatti pagati per liberare inviati, giornalisiti, fotografi, tecnici, assistenti, etc. etc. presenti attualmente nei vari teatri di guerra come l’Iraq e l’Afghanistan?
Io non sono d’accordo sull’operato delle varie organizzazioni e con l’approccio che i governi hanno nel gestire queste situazioni.
Nessuno obbliga nessuno a fare l’inviato, il soldato, la guardia del corpo, etc. etc. in zone a rischio: ormai, consapevoli di quello che accade là da vari anni, tutti sanno cosa si rischia.
E’ pericoloso essere un soldato, in Iraq. E’ pericoloso essere un fotoreporter in Afghanistan.
Lo si fa forse per la gloria, per dovere, o semplicemente per il denaro, consapevoli che in gioco c’è la propria vita.
Ed allora perchè è poi necessario pagare riscatti (con i soldi della comunità) i cui proventi saranno utilizzati per finanziare altre azioni terroristiche, oppure liberare prigionieri, vanificando l’operato di quelli che hanno rischiato magari anche la loro vita per far sì che quelle persone non restassero pericolosamente libere di agire?
Insomma, si va là per la propria gloria personale o il proprio portafoglio, ma se le cose vanno male a rimetterci è l’intera comunità.
Io farei un pò come si vede ogni tanto nei film di spionaggio, quando gli 007 di turno, prima della missione, sanno che se saranno presi in territorio nemico non avranno nessun tipo di appoggio.
Se io fossi un talebano la vicenda Mastrogiacomo avrebbe per me la seguente morale: se sequestrandone uno ne ho liberati cinque, per liberarne cinquanta basterà sequestrare altri dieci italiani! O forse meno… 😦

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La salute del pianeta

giovedì, 8 marzo 2007

Nel 2006 si sono verificati sulla Terra oltre 50 importanti terremoti e 70 uragani.
L’aumento della popolazione causa un incessante e sempre maggiore sfruttamento delle risorse, che mina pesantemente la salute del nostro unico pianeta. Non c’è da stupirsi quindi se un tempo in Cina le tempeste di sabbia si verificavano mediamente una volta ogni 30 anni ed oggi, stando ai dati del 2006, si verificano mediamente una volta ogni 36 giorni.
Nonostante i cinesi si siano specializzati nella pioggia artificiale, con 42 miliardi di metri cubi di acqua pari a 65.000 super-petroliere, “fatti cadere” nel 2006, la desertificazione resta un grave problema.
Questo processo avanza in ogni angolo della Terra a anche a causa del barbaro disboscamento di intere regioni. Vengono distrutti gli alberi, che oltre a fungere da ancore stabilizzatrici per il terreno, trattengono l’umidità ed assorbono la CO2, aiutando in questo modo a contrastare il surriscaldamento globale.
Ma secondo gli scienziati non è ancora troppo tardi: un cambiamento di tendenza è possibile. Nei prossimi 10 anni l’uomo dovrà dimostrare, al contrario di quanto fatto fino ad oggi, di sapersi prendere cura del pianete su cui vive. Attendere oltre potrebbe significare invece non poter più tornare indietro. Tutti dobbiamo essere consapevoli di ciò.

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Inquinamento

lunedì, 5 marzo 2007

Il professor V. Ramanathan, insieme alla sua equipe di scienziati, ha scoperto che in alcuni giorni dell’anno, il 25% dell’inquinamento rilevabile a Los Angeles è importato dall’Asia. Le nubi marroni possono coprire anche 10.000 km in soli tre giorni, attraversando l’Oceano Pacifico.
Questo significa che il nostro comportamento non influenza più soltanto “il nostro orticello”, ma anche quello del vicino: come dire che se decido di non tenere pulita casa mia, prima o poi anche il mio vicino di casa dovrà convivere con la mia spazzatura.
Alla luce di questo mi preoccupa parecchio sapere che respirare l’aria di Mumbai equivale a fumare 50 sigarette al giorno, oppure che in Cina nasce una nuova centrale a carbone ogni settimana e che ogni giorno le nuove auto immesse nel traffico delle città cinesi sono 1.000.
La buona notizia è che l’opinione pubblica (ed il mio post è una delle tante prove) si sta sensibilizzando davvero verso questo problema: secondo un sondaggio del 2006 il 70% degli abitanti della California (scusate, ma la fonte è National Geographic) reputa il cambiamento climatico causato dall’inquinamento una questione chiave da risolvere nel prossimo futuro.
Nel nostro piccolo anche noi possiamo fare qualcosa, riducendo gli sprechi!

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Alang

domenica, 10 dicembre 2006

Tambu mi ha prestato “quasi per sbaglio” un libro, Terrore dal mare, di William Langewiesche (edito da Adelphi), davvero interessante. Prendo spunto da un capitolo per buttare giù un paio di considerazioni di cui voglio rendervi partecipi.
Vi siete mai chiesti che fine facciano le navi non più abili per la navigazione?
Ovviamente vengono demolite, proprio come i nostri scooter e le nostre automobili. Con un’unica differenza: la demolizione di una nave è sicuramente un processo più inquinante e pericoloso, se non eseguito rispettando le dovute norme. Norme che, ahinoi, non sono uguali per tutti i paesi.
Dopo che il Signor Armatore X Read the rest of this entry ?

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Vogliono farci credere alle favole

venerdì, 10 novembre 2006

Questa la notizia:

(ANSA) -TEL AVIV, 10 NOV– Un guasto al radar di una postazione dell’artiglieria israeliana e’ all’origine del bombardamento sulla citta’ palestinese di Beit Hanun. Lo ha appurato un’indagine delle Forze armate, secondo quanto scrive la stampa israeliana. In seguito al guasto il computer che stabilisce la traiettoria dei proiettili ha ricevuto dati inesatti. Il bombardamento di Beit Hanun ha provocato la morte di 19 persone, fra cui donne e bambini, e il ferimento di decine di altre.

Bene! A parte l’imprecisione sul numero delle vittime (saranno ben più di 19! Non considerano quelle che devono ancora morire a causa dell‘n-esimo attentato che inevitabilmente ci sarà per rappresaglia in una qualche città di Israele), pare che tutto sia successo a causa di un banalissimo guasto! Si, proprio come quelli che possono verificarsi nel vostro sistema GPS e che vi portano da un parte invece che dall’altra!
Io non ci credo!
Le nuove tecnologie vengono utilizzate prima in campo militare e poi in ambito civile. In ambito militare esiste già quello che nella vita di tutti i giorni entrerà tra n-anni. La tecnologia militare è ultra avanzata, probabilmente già in grado di fare ciò che solo pochi sanno. Bene! Ed allora sono morte 19 persone per un errore?
Volete farmi credere che non esiste un sistema in grado di capire che “qualcosa non va” e mettere in atto una procedura di sicurezza, il “piano-B“, per evitare la strage? Volete farmi credere che una volta lanciato un ordigno in grado di causare morte e distruzione bisogna incrociare le dita e sperare, perchè l’errore è sempre possibile e non si sa bene cosa potrebbe succedere?
No! Questa è una favola, ed io alle favole ho smesso di credere da un pò! E voi?

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Talvolta giustizia è fatta!

venerdì, 20 ottobre 2006

Mi sono imbattuto in questa notizia riportata dall’Ansa, che mi ha quasi messo di buon umore. La riporto integralmente.

(ANSA) – BRUXELLES, 20 OTT – La Corte d’Assise di Bruxelles ha assolto un 26enne che avrebbe ucciso l’uomo da cui era stato violentato ripetutamente da bambino. David Bouchat e il suo amico Sebastien Leonard, 29 anni, erano accusati dell’omicidio del pedofilo Christian Malot, 59 anni. Dopo anni la vittima di Malot, aiutato dall’amico, aveva deciso di vendicarsi. Nel processo anche la pubblica accusa aveva chiesto per i due giovani l’assoluzione.

Riflettendo sulla cosa convengo con chiunque di voi che farsi giustizia da soli non è sicuramente una soluzione, però per come vanno le vicende giudiziare nei nostri tempi, soprattutto per come siamo abituati nel nostro Paese, ammetto, nonostante sia consapevole che ciò è sbagliato, di aver accolto la notizia con una certa soddisfazione.

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Un altro disastro ferroviario

mercoledì, 11 ottobre 2006

Ancora vittime a causa di un disastro ferroviario (Repubblica):

PARIGI – Almeno 13 morti e una ventina di feriti, tra i quali alcuni molto gravi. Questo il bilancio parziale dello scontro tra due treni, un espresso regionale proveniente dal vicino Lussemburgo e un merci, avvenuto a Zoufftgen, nella Mosella francese, regione nordorientale del Paese.

Nell’era dell’automazione totale, dove ormai il “chip” controlla anche i programmi della nostra lavatrice o lavastoviglie, dove gli aerei possono volare ed atterrare automaticamente anche con condizioni di meteo difficili, i sistemi di controllo del sistema ferroviario e le tecnologie usate in questo settore sembrano (ma forse lo sono, e non solo in Italia!) vecchi di secoli!
Ma è così difficile trovare soluzioni che siano in grado di garantire livelli di sicurezza maggiori di quelli attuali? E’ così difficile identificare (ed intervenire) due treni in rotta di collisione sullo stesso binario? I transponder, i piloti automatici, i sistemi di avvertimento, nel mondo dei binari non esistono ancora? Mi sembra davvero strano!